La scarsa trasparenza dell’Iran sul nucleare – Il Report AIEA GOV/2025/25

Il 31 maggio 2025, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha pubblicato un documento chiave, classificato come GOV/2025/25, riguardante il programma nucleare iraniano.

Il report è stato desecretato il 12 giugno e ha immediatamente attirato l’attenzione della comunità internazionale per le sue conclusioni.

Pur non accusando esplicitamente l’Iran di star costruendo un’arma nucleare, l’AIEA ha infatti messo nero su bianco l’impossibilità di verificarne il contrario.

Il documento nasce come risposta a una richiesta formale del Board AIEA, in seguito a crescenti sospetti sulle attività nucleari iraniane. Come viene precisato in apertura, il report si basa su “tutte le informazioni a disposizione dell’Agenzia, incluse attività di ispezione, campionamenti ambientali, verifiche documentali e immagini satellitari“.

Siti non dichiarati e tracce di uranio

Una delle principali rivelazioni del documento è la scoperta di “tracce di materiale nucleare antropogenico” in quattro località non dichiarate. Di questi siti, tre sono riconducibili ad attività precedenti all’accordo “Joint Comprehensive Plan of Action” del 2015 e, secondo il report, “non sono mai stati oggetto di notifica da parte delle autorità iraniane“. In altri termini, questo significa che l’Iran avrebbe utilizzato o immagazzinato materiale fissile in luoghi mai comunicati all’AIEA, contravvenendo agli obblighi derivanti dal Trattato di non proliferazione nucleare (NPT).

L’agenzia afferma testualmente: “Nonostante ripetute richieste, l’Iran non ha fornito spiegazioni tecnicamente credibili sull’origine e sull’uso del materiale nucleare rilevato in tali siti.”

Tra i luoghi menzionati (sebbene non sempre per nome nel documento pubblico), vi sarebbero Marivan, Lavisan-Shian e un sito nei pressi di Abadeh, tutti sospettati di essere stati parte di un programma di ricerca e sviluppo a scopo bellico, attivo fino agli anni 2000.

Nel report si segnala inoltre che l’Iran possiede oltre 120 kg di uranio arricchito al 60%, una soglia molto vicina a quella richiesta per l’uso bellico (90%).

Inoltre, il Paese starebbe installando centrifughe di nuova generazione (IR-6 e IR-8) presso il sito sotterraneo di Fordow.

Una cooperazione ritenuta inadeguata

Nel corso del report, l’AIEA segnala numerose difficoltà nella propria attività ispettiva. L’Iran ha “sistematicamente limitato l’accesso fisico e temporale” a siti richiesti, ha ritardato l’autorizzazione a missioni di verifica, e ha omesso di fornire “documentazione sufficiente e coerente” su attività passate e presenti.

Una frase chiave sintetizza la frustrazione dell’Agenzia: “L’assenza di risposte tempestive, dettagliate e coerenti da parte della Repubblica Islamica mina la capacità dell’Agenzia di garantire la piena trasparenza e affidabilità delle attività dichiarate”.

Il Direttore Generale AIEA sottolinea che, senza questa cooperazione, diventa praticamente impossibile svolgere il mandato previsto dagli accordi internazionali.

Le conclusioni

La parte più delicata del report arriva nel paragrafo finale, in cui si legge: “Alla luce delle informazioni incomplete e dell’accesso ostacolato, l’Agenzia non è in grado di assicurare che il programma nucleare iraniano sia esclusivamente destinato a scopi pacifici.”

È una delle espressioni più gravi che l’AIEA possa usare: in diplomazia nucleare, questa espressione equivale infatti a sollevare un dubbio legittimo sulla possibilità che un Paese stia segretamente sviluppando capacità militari.

Appena desecretato il report, il Board dei Governatori dell’AIEA ha convocato una sessione straordinaria, durante la quale ha approvato una risoluzione di condanna formale dell’Iran, con 19 voti favorevoli su 35.
La risoluzione invita inoltre il Direttore Generale AIEA a riferire nuovamente entro tre mesi e menziona la possibilità di trasmettere il dossier al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, come ulteriore forma di escalation.
Prima che ci pensasse Netanyahu.

 

Il Rapporto AIEA “NPT Safeguards Agreement with the Islamic Republic of Iran” (GOV-2025-25), (in .pdf) scaricabile:

 

 

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