Donald Trump, Marc Andreessen e il “Techno-Optimist Manifesto”

Marc Andreessen è un programmatore e investitore americano nato il 9 luglio 1971 a Cedar Falls, Iowa.

Visionario, innovatore, grande imprenditore, nel 1994 ha co-fondato Netscape (uno dei primi browser web), nel 1999 ha spostato la sua attenzione sul cloud (Loudcloud), nel 2009 ha lanciato con Ben Horowitz il fondo di venture capital Andreessen Horowitz (a16z) che ha investito in startup come Facebook, Twitter, Airbnb.

Nel 2024 ha annunciato pubblicamente il suo appoggio a Donald Trump, motivando la scelta con la convinzione che le politiche di Trump siano più favorevoli all’innovazione tecnologica e all’ecosistema delle startup.

È poi diventato un consigliere dell’amministrazione, collaborando anche con Elon Musk nella formazione del Department of Government Efficiency (DOGE).

Il sito a16z.com ospita adesso il suo “Techno-Optimist Manifesto“, documento che glorifica l’innovazione tecnologica come “forza trainante del progresso umano”.

Andreessen auspica uno sviluppo accelerato della tecnologia, che dovrebbe essere libera da vincoli regolatori o di altro genere (“accelerazionismo efficace”) per sviluppare tutto il suo potenziale creativo e produttivo e far sì che i benefici che ne derivano possano automaticamente ricadere sulla società.

Quali i punti principali del “Techno-Optimist Manifesto”?

Così parlò Marc Andreessen.

 

La centralità della tecnologia

Ci stanno mentendo.

Ci viene detto che la tecnologia ci ruba il lavoro, riduce i nostri salari, aumenta le disuguaglianze, minaccia la nostra salute, rovina l’ambiente, degrada la nostra società, corrompe i nostri figli, compromette la nostra umanità, minaccia il nostro futuro. (..)

La nostra civiltà è fondata sulla tecnologia.

La tecnologia è la gloria dell’ambizione e del successo umano, la punta di diamante del progresso e la realizzazione del nostro potenziale.

Sono qui per portarvi la buona notizia (…) È tempo di essere tecno-ottimisti. (..)

Una critica comune alla tecnologia è che ci toglie la possibilità di scelta, poiché sono le macchine a prendere decisioni per noi. Questo è indubbiamente vero, ma è più che compensato dalla libertà di creare le nostre vite che deriva dall’abbondanza materiale creata dall’uso delle macchine. (..)

Crediamo che la tecnologia sia liberatoria. Liberatrice del potenziale umano (..) Crediamo che la tecnologia apra nuovi orizzonti su cosa possa significare essere umani.

 

La fede nel libero mercato

Crediamo nella disciplina di mercato. Il mercato disciplina naturalmente – il venditore impara e cambia quando non l’acquirente non si presenta, o viene escluso dal mercato.

Crediamo che il libero mercato sia il modo più efficace per organizzare un’economia tecnologica. Acquirenti disposti a incontrare venditori disposti a farlo, si raggiunge un prezzo, entrambe le parti beneficiano dello scambio o lo scambio non avviene (..)

Riteniamo che i mercati siano un modo intrinsecamente individualistico per raggiungere risultati collettivi superiori (..)

Siamo convinti che la pianificazione economica centralizzata esalti i peggiori di noi e trascini tutti verso il basso (..)

L’economista William Nordhaus ha dimostrato che i creatori di tecnologia sono in grado di trattenere solo circa il 2% del valore economico creato da quella tecnologia. Il restante 98% fluisce nella società sotto forma di quello che gli economisti chiamano surplus sociale. (..)

 

La macchina del tecno-capitale

Combinando tecnologia e mercati si ottiene quella che Nick Land ha definito la macchina del tecno-capitale, il motore della creazione materiale perpetua, della crescita e dell’abbondanza (..)

La macchina del tecno-capitale fa sì che la selezione naturale lavori a nostro favore nel regno delle idee. Le idee migliori e più produttive vincono, vengono combinate e generano idee ancora migliori. Queste idee si materializzano nel mondo reale sotto forma di beni e servizi tecnologicamente avanzati che non sarebbero mai emersi ex novo.

Crediamo che la macchina del tecno-capitale non sia anti-umana – anzi, potrebbe essere la cosa più pro-umana che ci sia. È al nostro servizio . La macchina del tecno-capitale lavora per noi. Tutte le macchine lavorano per noi.

 

L’intelligenza artificiale

Crediamo che l’intelligenza artificiale sia la nostra alchimia, la nostra pietra filosofale: stiamo letteralmente facendo pensare la sabbia.

Crediamo che l’Intelligenza Artificiale possa essere considerata come un risolutore universale di problemi. E abbiamo molti problemi da risolvere.

 

L’espansione della razza umana

Riteniamo che il massimo vantaggio derivante dall’abbondanza tecnologica possa essere un’enorme espansione di quella che Julian Simon ha definito “la risorsa per eccellenza”: le persone (..)

Riteniamo che il nostro pianeta sia drammaticamente sottopopolato rispetto alla popolazione che potremmo avere con intelligenza, energia e beni materiali in abbondanza.

Riteniamo che la popolazione mondiale possa facilmente aumentare fino a 50 miliardi di persone o più, e poi andare ben oltre quando colonizzeremo altri pianeti.

Siamo convinti che da tutte queste persone nasceranno scienziati, tecnologi, artisti e visionari che vanno oltre i nostri sogni più sfrenati.

Crediamo che la missione ultima della tecnologia sia quella di far progredire la vita sia sulla Terra che nelle stelle.

 

L’Oltreuomo tecnologico

Crediamo nell’avventura. (..) Parafrasando un manifesto di un’epoca e di un luogo diversi: “La bellezza esiste solo nella lotta. Non esiste capolavoro che non abbia un carattere aggressivo. La tecnologia deve essere un violento assalto alle forze dell’ignoto, per costringerle a inchinarsi all’uomo”.

Crediamo di essere, di essere stati e di essere sempre i padroni della tecnologia, non di essere dominati dalla tecnologia. La mentalità vittimistica è una maledizione in ogni ambito della vita (..) Non siamo vittime, siamo conquistatori.

Crediamo nella natura, ma crediamo anche nel superarla. Non siamo primitivi, che si rannicchiano nella paura del fulmine. Siamo il predatore al vertice della catena alimentare; il fulmine lavora per noi.

 

I nemici da combattere.

Abbiamo dei nemici.

I nostri nemici non sono persone cattive, ma idee cattive (…)

Il nostro nemico è l’anti-merito, l’anti-ambizione, l’anti-impegno, l’anti-realizzazione, l’anti-grandezza.

Il nostro nemico è lo statalismo, l’autoritarismo, il collettivismo, la pianificazione centralizzata, il socialismo.

Il nostro nemico è la burocrazia, la vetocrazia, la gerontocrazia, la cieca deferenza verso la tradizione. (…)

Il nostro nemico è la torre d’avorio, la visione del mondo dell’esperto saccente e qualificato, che si abbandona a teorie astratte, credenze lussuose, ingegneria sociale, disconnesso dal mondo reale, delirante, non eletto e irresponsabile, che gioca a fare Dio con la vita di tutti gli altri, completamente indifferente alle conseguenze (…)

Il nostro nemico è il Principio di Precauzione, che avrebbe impedito praticamente ogni progresso da quando l’uomo ha imbrigliato il fuoco.

 

 

Il Tecno-Optimist Manifesto di Marc Andreesen, (in .pdf) scaricabile:

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