La Cina nei Balcani (2) – Gli investimenti economici e strutturali e la reazione degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti vedono l’espansione della Cina nei Balcani come una minaccia per la loro influenza e un rischio per la sicurezza europea.
La Cina considera invece i Balcani un accesso strategico all’Europa, utile per espandere il proprio potere economico e diplomatico nel continente.
La rivalità tra le due potenze ha quindi trasformato i Balcani in un campo di battaglia geopolitico, con ripercussioni significative per i Paesi della regione.
I Balcani, dal canto loro, delusi dalle promesse del Vecchio Continente -mai ancora realizzatesi- di integrazione nell’Unione Europea, vedono la Cina come la potenza economica che può soccorrerli, fornendo loro prestiti agevolati, con pochi vincoli formali e nessun ulteriore obbligo dal punto di vista del rispetto dello stato di diritto o della tutela dei diritti umani.

 

L’espansione dell’influenza cinese nei Balcani

Negli ultimi dieci anni, la Cina ha aumentato la sua presenza nei Balcani attraverso investimenti economici e infrastrutturali, rendendoil Dragone un attore economico di primo piano nella regione e, parallelamente, legando a sé a doppio filo -tramite il capitale cinese- il destino di alcuni paesi balcanici.

La Cina ha investito in diversi settori strategici, con particolare attenzione a Serbia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina.

Tra di essi:
– Settore industriale e minerario
Acquisto dell’acciaieria di Smederevo in Serbia.
Acquisizione della miniera di rame RTB Bor, una delle più grandi della regione.
– Settore infrastrutturale
Costruzione di autostrade, come la Bar-Boljare in Montenegro.
Modernizzazione di centrali elettriche, come la centrale a carbone di Kostolac in Serbia.
– Settore tecnologico
Espansione di Huawei nei Balcani con la fornitura di infrastrutture per la rete 5G.

 

La reazione degli Stati Uniti

Washington ha così intensificato le pressioni politiche e diplomatiche sui paesi balcanici affinché limitassero la cooperazione con Pechino, specialmente nei settori tecnologico e delle infrastrutture.

I diplomatici americani hanno avvertito i governi della regione sui rischi del debito legato agli investimenti cinesi, come nel caso del Montenegro, che ha contratto un prestito miliardario per la costruzione dell’autostrada Bar-Boljare.

Gli Stati Uniti hanno cercato anche di offrire alternative finanziarie per contrastare l’influenza cinese. Ad esempio, hanno sostenuto la creazione della U.S. International Development Finance Corporation (DFC) per fornire finanziamenti ai paesi balcanici.

Hanno incoraggiato gli investimenti occidentali nelle infrastrutture per ridurre la dipendenza economica dalla Cina.

Gli Stati Uniti si sono infine spinti a promuovere l’integrazione dei paesi balcanici nelle strutture di sicurezza occidentali (leggasi: NATO) per limitare l’influenza cinese.

 

LSE IDEAS – Ivan Lidarev ©

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