JD Vance alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Il discorso integrale

Gli Stati Uniti, fiaccati dalla deindustrializzazione interna e dalla relativa perdita di posti di lavoro, spaventati dalle migrazioni di massa, dipendenti dal fentanyl, infuriati con gli europei visti come “parassiti” incapaci di imbracciare un fucile, gente che sa solo prendere senza dare nulla in cambio per la difesa dei “valori condivisi”, si affidano al nuovo corso repubblicano capeggiato da Donald Trump.

Il vicepresidente JD Vance visita l’Europa e non perde l’occasione di mettere i puntini sulle “i”, sia per quanto riguarda i nuovi livelli di spesa che i membri NATO dovranno cominciare a sostenere, sia per quanto concerne il (supposto) tradimento dei “valori occidentali”.

Ecco la trascrizione completa del suo intervento alla 61ma Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera.
Un po’ lungo ma rivelatore e meritevole di attenzione.

 

 

 

VICE PRESIDENTE JD VANCE: Bene, grazie, e grazie a tutti i delegati riuniti, ai luminari e ai professionisti dei media, e grazie soprattutto agli organizzatori della Conferenza sulla sicurezza di Monaco per essere stati in grado di mettere in piedi un evento così incredibile. Siamo, ovviamente, entusiasti di essere qui (..) e una delle cose di cui volevo parlare oggi sono, ovviamente, i nostri valori condivisi (..).

Sono stato qui l’anno scorso come senatore degli Stati Uniti, ho incontrato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri David Lammy e ho scherzato sul fatto che entrambi l’anno scorso avevamo lavori diversi da quelli che abbiamo ora, ma ora è il momento per tutti i nostri Paesi, per tutti noi che siamo stati abbastanza fortunati da ricevere il potere politico dai nostri rispettivi popoli, di usarlo saggiamente per migliorare le loro vite. E voglio dire che sono stato fortunato (..)  a trascorrere un po’ di tempo fuori dalle mura di questa conferenza nelle ultime 24 ore, e sono rimasto così impressionato dall’ospitalità della gente, anche, naturalmente, mentre si stanno riprendendo dall’orrendo attacco di ieri [auto sulla folla che ha ferito 28 persone, tra cui anche dei bambini].

(..) Ho sempre amato la città di Monaco, e ho sempre amato la sua gente, e voglio solo dire che siamo molto commossi, e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con Monaco e tutti coloro che sono stati colpiti dal male inflitto a questa bellissima comunità. Pensiamo a voi, preghiamo per voi e certamente faremo il tifo per voi nei giorni e nelle settimane a venire.

 

Le minacce interne

Spero che non sia l’ultimo applauso che ricevo, ma siamo a questa conferenza, ovviamente, per discutere di sicurezza, e [con questo termine] intendiamo [normalmente le] minacce alla nostra sicurezza provenienti dall’esterno. Vedo molti grandi leader riuniti qui oggi (…) l’amministrazione Trump è molto preoccupata per la sicurezza europea e crede che possiamo arrivare a un accordo ragionevole tra Russia e Ucraina, e crediamo anche che sia importante nei prossimi anni che l’Europa si faccia avanti in maniera più convinta per provvedere alla propria difesa.

La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non arriva dalla Russia, dalla Cina, né da nessun altro attore esterno. Ciò che mi preoccupa è la minaccia proveniente dal suo interno, l’allontanamento -da parte dell’Europa- da alcuni dei suoi valori fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America.

Ora, sono rimasto colpito dal fatto che un ex commissario europeo sia andato in televisione di recente e si sia detto felice che il governo rumeno abbia appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che se le cose non andassero secondo i piani, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania.

Queste dichiarazioni sprezzanti sono scioccanti dal punto di vista americano. Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è presentato come una difesa della democrazia.

Ma quando vediamo i tribunali europei che invalidano le elezioni e alti funzionari che minacciano di annullarne altre, dovremmo chiederci se i nostri standard siano adeguatamente elevati. E dico “noi” perché credo fondamentalmente che siamo nella stessa squadra. Non dobbiamo limitarci a parlare di valori democratici, dobbiamo viverli.

 

La deriva europea

Nella memoria di molti di voi in questa sala, la Guerra Fredda ha contrapposto i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche, anche in questo continente. E consideriamo che una di quelle fazioni in lotta ha censurato i dissidenti, ha chiuso le chiese, ha cancellato le elezioni. Erano loro i buoni? Certo che no.

Ma grazie a Dio hanno perso la Guerra Fredda. Hanno perso perché non hanno né apprezzato né rispettato tutte le straordinarie benedizioni della libertà. La libertà di sorprendere, di sbagliare, di inventare, di costruire. A quanto pare, non si può imporre l’innovazione o la creatività così come non si può costringere le persone a pensare, a sentire o a credere.

E crediamo che queste cose siano certamente collegate. E purtroppo, quando guardo all’Europa di oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della Guerra Fredda.

Guardo a Bruxelles, dove i commissari dell’UE avvertono i cittadini che intendono silenziare i social media (…)  nel momento in cui individuano quelli che giudicano essere, cito, “contenuti odiosi”. Guardo al mio Paese, dove la polizia ha effettuato irruzioni contro cittadini sospettati di aver postato commenti anti-femministi online nell’ambito, cito, della “lotta alla misoginia su Internet (..)”.

Guardo alla Svezia, dove due settimane fa il governo ha condannato un attivista cristiano per aver partecipato ai roghi del Corano, per i quali un suo amico è stato assassinato. Come ha osservato in modo agghiacciante il giudice nel suo caso, le leggi svedesi per proteggere la libertà di espressione non concedono, e sto citando, “un lasciapassare per fare o dire qualsiasi cosa senza rischiare di offendere il gruppo che ha questa convinzione”.

E, forse, ancora più preoccupante è che guardo ai nostri carissimi amici del Regno Unito, dove l’allontanamento dai diritti di libera espressione ha messo nel mirino le libertà fondamentali dei britannici, dei credenti in particolare. Poco più di due anni fa, il governo britannico ha accusato Adam Smith-Connor, un fisioterapista di 51 anni e veterano dell’esercito, dell’atroce crimine di stare a 50 metri da una clinica per interruzione di gravidanza e pregare in silenzio per tre minuti. Non ostacolava nessuno, non interagiva con nessuno, semplicemente pregava in silenzio da solo. Dopo che le forze dell’ordine britanniche lo hanno individuato e gli hanno chiesto di sapere per cosa stesse pregando, Adam ha risposto semplicemente che era a causa dell’interruzione volontaria di gravidanza che lui e la sua ex ragazza avevano effettuato anni prima. Gli agenti non se ne sono andati. Adam è stato infatti riconosciuto colpevole di aver infranto la nuova legge sulle “zone cuscinetto”, che criminalizza la preghiera e altre azioni che potrebbero influenzare la decisione di una persona, [se effettuate] entro 200 metri (..). È stato condannato a pagare migliaia di sterline di spese legali all’accusa.

Ora, vorrei poter dire che questa è stata una coincidenza, un esempio folle, un’eccezione di una legge scritta male che viene applicata contro una sola persona.

E invece no, lo scorso Ottobre, solo pochi mesi fa, il governo scozzese ha iniziato a distribuire lettere ai cittadini le cui case si trovano all’interno delle cosiddette “zone di accesso sicuro”, avvertendoli che anche la preghiera privata all’interno delle proprie case può equivalere a infrangere la legge. Naturalmente, il governo ha esortato i lettori a segnalare qualsiasi concittadino sospettato di reato d’opinione. In Gran Bretagna e in tutta Europa, temo che la libertà di parola sia in ritirata.

 

Una diversa prospettiva

E per ironia del caso, amici miei, ma anche per onestà, ammetto che a volte le voci più forti a favore della censura non sono venute dall’Europa, ma dal mio stesso Paese, dove la precedente amministrazione ha minacciato e intimidito le società proprietarie di social media censurando la cosiddetta disinformazione. La disinformazione, come, ad esempio, l’idea che il coronavirus fosse probabilmente fuoriuscito da un laboratorio in Cina; in quel caso, il nostro governo ha incoraggiato le aziende a mettere a tacere le persone che osavano affermare quella che si è rivelata una verità ovvia.

Quindi oggi sono qui non solo per criticare, ma con un’offerta. Proprio come l’amministrazione Biden sembrava disperatamente impegnata nel mettere a tacere le persone che esprimevano le proprie opinioni, confermo che l’amministrazione Trump farà esattamente il contrario, e spero che possiamo lavorare insieme su questo. A Washington, c’è un nuovo sceriffo in città, e sotto la guida di Donald Trump, potremmo non essere d’accordo con le vostre opinioni, ma lotteremo per difendere il vostro diritto di esprimerle (..).

(..) La situazione è peggiorata così tanto che lo scorso Dicembre la Romania ha cancellato i risultati delle elezioni presidenziali, sulla base dei dubbi sospetti di un’agenzia di intelligence e dell’enorme pressione dei suoi vicini continentali. Ora, a quanto ho capito, l’argomento era che la disinformazione russa aveva manipolato le elezioni rumene.

Ma chiederei ai miei amici europei di vedere le cose in una diversa prospettiva. Si può credere che sia sbagliato per la Russia comprare pubblicità sui social media per influenzare le vostre elezioni. Certamente. Si può anche condannarlo sulla scena mondiale. Ma se la tua democrazia può essere distrutta con qualche centinaio di migliaia di dollari di pubblicità digitale da un paese straniero, allora non era molto forte fin dall’inizio.

Ora, la buona notizia è che mi capita di pensare che le vostre democrazie siano sostanzialmente meno fragili di quanto molti apparentemente temono, e credo davvero che permettere ai nostri cittadini di esprimere la loro opinione li renderà ancora più forti. Il che, naturalmente, ci riporta a Monaco, dove gli organizzatori di questa stessa conferenza hanno vietato ai legislatori che rappresentano partiti sia di sinistra che di destra di partecipare a queste conversazioni.

Ancora una volta, non dobbiamo essere d’accordo con tutto ciò che la gente dice, ma quando le persone si esprimono, quando i leader politici rappresentano una parte significativa dell’elettorato, spetta a noi, quantomeno, dialogare con loro.

A molti di noi dall’altra parte dell’Atlantico, sembra sempre di più che l’obiettivo sia quello di nascondere radicati interessi dietro orrende parole dell’era sovietica come disinformazione. [Sembra sempre di più] che non piaccia l’idea che qualcuno, con un punto di vista alternativo, possa esprimere un’opinione diversa o, Dio non voglia, votare in un modo diverso o, peggio ancora, vincere un’elezione.

 

La visione del futuro

Questa è una conferenza sulla sicurezza e sono sicuro che tutti voi siete venuti qui preparati a parlare di come esattamente intendete aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni, in linea con i prossimi obiettivi. E questo è fantastico, perché come il presidente Trump ha chiarito abbondantemente, crede che i nostri amici europei debbano svolgere un ruolo più importante nel futuro di questo continente. Non pensiamo, fate attenzione a questo termine, alla “condivisione degli oneri”, ma pensiamo invece che far parte di un’alleanza condivisa preveda che gli europei si facciano avanti, mentre l’America si concentra su aree del mondo che sono in grave pericolo.

Ma lasciate che vi chieda anche: come farete a iniziare a riflettere su questo tipo di domande (..) se non sappiamo cosa vogliamo difendere? (..)  ho avuto molte, interessanti conversazioni con molte persone riunite qui in questa stanza. Ho sentito parlare molto di ciò da cui bisogna difendersi, e ovviamente questo è importante. Ma ciò che mi è sembrato un po’ meno chiaro (..) è la ragione per la quale vi state difendendo. Qual è la visione del futuro che anima questo “patto di sicurezza condivisa” che tutti noi riteniamo così importante? E credo profondamente che non ci sia sicurezza se si ha paura delle voci, delle opinioni e della coscienza del proprio popolo. L’Europa si trova di fronte a molte sfide, ma la crisi che questo continente sta affrontando in questo momento, la crisi che credo affrontiamo tutti insieme, è una crisi che abbiamo creato noi. Se hai timore dei tuoi stessi elettori, non c’è nulla che l’America possa fare per te, né del resto c’è qualcosa che tu possa fare per il popolo americano che mi ha eletto ed ha eletto il presidente Trump.

C’è bisogno di mandati democratici per realizzare qualcosa di valore nei prossimi anni.

(…) Se si vuole godere di economie competitive, se si vuole godere di energia a prezzi accessibili e di catene di approvvigionamento sicure, allora si ha bisogno di mandati per governare, perché si devono fare scelte difficili per godere di tutte queste cose, e naturalmente lo sappiamo molto bene in America.

Non si può ottenere un mandato democratico censurando i propri avversari o mettendoli in prigione, che si tratti del leader dell’opposizione, di un umile cristiano che prega nella propria casa o di un giornalista che cerca di riportare le notizie.

(…)E di tutte le sfide urgenti che le nazioni qui rappresentate devono affrontare, credo che non ci sia nulla di più urgente della migrazione di massa. Oggi, quasi una persona su cinque che vive in questo Paese si è trasferita qui dall’estero. Questo è, ovviamente, un massimo storico (..) E conosciamo la situazione, non si è materializzata dal nulla. È il risultato di una serie di decisioni consapevoli prese dai politici di tutto il continente e da altri in tutto il mondo nell’arco di un decennio. Ieri abbiamo visto gli orrori provocati da queste decisioni proprio in questa città.

E, naturalmente, non posso parlarne senza pensare di nuovo alle vittime che pensavano invece di trascorrere una bella giornata invernale a Monaco di Baviera. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con loro (..).

Ma perché è successo? È una storia terribile, ma è una di quelle che abbiamo sentito troppe volte in Europa e purtroppo troppe volte anche negli Stati Uniti. Un richiedente asilo, spesso un giovane sulla ventina, già noto alla polizia, sperona un’auto sulla folla e distrugge una comunità.

Quante volte dobbiamo subire queste terribili battute d’arresto prima di cambiare rotta e portare la nostra civiltà condivisa in una nuova direzione? Nessun elettore in questo continente si è recato alle urne per aprire le porte a milioni di immigrati non controllati.

Ma sapete per cosa hanno votato? In Inghilterra, hanno votato per la Brexit e, sia che siate d’accordo o in disaccordo, hanno votato a favore. E sempre di più in tutta Europa votano per i leader politici che promettono di porre fine all’immigrazione fuori controllo. Ora, mi capita di essere d’accordo con molte di queste preoccupazioni, ma non dovete essere d’accordo con me. Penso solo che le persone si preoccupino delle loro case, dei loro sogni, della loro sicurezza e della loro capacità di provvedere a sé stesse e ai loro figli. E sono intelligenti. Penso che questa sia una delle cose più importanti che ho imparato nel mio breve periodo in politica (..) E non sorprende che non vogliano essere (…) sistematicamente ignorate dai loro leader. È compito della democrazia giudicare queste grandi questioni alle urne. Credo che respingere le persone, ignorare le loro preoccupazioni o, peggio ancora, silenziare i media, annullare le elezioni o escludere le persone dal processo politico, non protegga da nulla. In realtà, è il modo più sicuro per distruggere la democrazia.

Parlare ed esprimere opinioni non è un’interferenza elettorale, anche quando le persone esprimono opinioni al di fuori del proprio paese e anche quando quelle persone sono molto influenti. E credetemi, lo dico con tutto l’umorismo del caso, se la democrazia americana può sopravvivere a dieci anni di rimproveri di Greta Thunberg, voi ragazzi potete sopravvivere a qualche mese di Elon Musk.

Ma ciò a cui nessuna democrazia, americana, tedesca o europea, può sopravvivere è dire a milioni di elettori che i loro pensieri e le loro preoccupazioni, le loro aspirazioni, le loro richieste non sono valide o non degne di essere prese in considerazione. La democrazia si basa sul sacro principio che la voce del popolo conta. … O si sostiene il principio o non lo si sostiene.

Gli europei, i popoli, hanno una voce. I leader europei hanno una scelta. E la mia forte convinzione è che non dobbiamo avere paura del futuro. (..). E se lo farete, potrete affrontare il futuro con certezza e fiducia, sapendo che la nazione è al vostro fianco. E questa, per me, è la grande magia della democrazia. Che non risiede in questi edifici o in questi begli hotel. Non risiede nemmeno nelle grandi istituzioni che abbiamo costruito insieme, come società condivisa. Credere nella democrazia significa capire che ognuno dei nostri cittadini ha saggezza e ha voce.

E se ci rifiutiamo di ascoltare quella voce, anche le nostre battaglie di maggior successo otterranno ben poco. Come ha detto una volta Papa Giovanni Paolo II, a mio avviso, uno dei più straordinari campioni della democrazia …: “Non abbiate paura”. Non dovremmo avere paura del nostro popolo, anche quando esprime opinioni che non sono d’accordo con la loro leadership. Grazie a tutti.

In bocca al lupo a tutti voi. Che Dio vi benedica.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *