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Sì ai vaccini ma con diffidenza – Il Rapporto “L’atteggiamento degli europei nei confronti delle vaccinazioni”

Il documento “L’atteggiamento degli europei nei confronti delle vaccinazioni”, pubblicato dalla Commissione Europea ad Aprile 2019, fornisce un quadro di un’Europa sufficientemente consapevole in materia vaccinale e che guarda positivamente al loro uso sia negli adulti che in ambito pediatrico, anche se con qualche preoccupazione in termini di sicurezza.

Permangono peraltro ancora grandi diversità culturali in termini di conoscenza delle malattie infettive e della funzione dei vaccini, non solo tra le diverse aree geografiche dell’Unione ma anche a livello di contesto socio-demografico.

Ad esempio, mentre in Svezia e in Olanda i livelli medi di conoscenza dei vaccini, della loro finalità e dei loro vantaggi sono molto alti, questo dato si abbassa in maniera preoccupante negli Stati Membri dell’Europa dell’Est.
Similmente, le classi sociali più elevate, quelle con un miglior livello di educazione o semplicemente quelle che vivono in grandi centri urbani rivelano una miglior conoscenza -rispetto al ceto medio-basso poco istruito- del grado di pericolosità delle malattie, della funzione di prevenzione dei vaccini e dell’importanza che le vaccinazioni rivestono per la nostra società.

 

Percezione della pericolosità delle malattie

Alla domanda “Secondo lei, quale delle seguenti malattie causa ancora morti in Europa (influenza, morbillo, poliomielite, meningite, tetano)?” la percezione varia considerevolmente da Stato a Stato (e anche tra sessi).

Quasi un italiano su sette (risposte multiple permesse) ritiene che nessuna di quelle malattie sia mortale, rivelando così una scarsa consapevolezza epidemiologica generale, superiore al livello medio europeo. La percentuale del campione europeo che ha risposto “nessuna” è infatti del 9%.

Inoltre, l’Italia è il Paese che considera l’influenza come una malattia generalmente innocua (solo il 15% pensa che si possa morire a causa delle sue complicanze) mentre -ad esempio- in Francia la percentuale di coloro che conoscono la pericolosità dell’influenza sale all’85% (sempre con risposte multiple permesse).

 

Percezione dell’efficacia delle vaccinazioni

La stragrande maggioranza del campione ritiene che le vaccinazioni siano efficaci nel prevenire le malattie (l’85%, diviso tra “molto efficaci” e “probabilmente efficaci”, risposte multiple). In Italia, questa quota si abbassa al 78%.

Tuttavia, alla domanda “Lei o qualcuno della sua famiglia si è sottoposto a vaccinazioni negli ultimi 5 anni?” il 33% del campione ha risposto negativamente.

Dal rapporto appare chiaro come vi siano Paesi dell’Unione dove le vaccinazioni sono una pratica estremamente diffusa e accettata (Finlandia, Germania, Portogallo) mentre ve ne sono altri che zoppicano un po’ di più (come Romania, Ungheria e Polonia) e dove le percentuali di soggetti che hanno ricevuto una vaccinazione negli ultimi cinque anni sono drammaticamente più basse (ad esempio, il 17% in Romania contro il 72% della Finlandia).

Le ragioni di questa ritrosia si basano sulla convinzione che non vi sia alcun bisogno di vaccinarsi (33%), che si è ancora coperti dai vaccini che si sono fatti in precedenza senza alcun bisogno di richiami (29%), che nessun operatore sanitario ha mai proposto nessun tipo di vaccino (22%) o che i vaccini sono utili solo per i bambini (11%).

In Italia, il 29% di coloro che non hanno ricevuto vaccinazioni negli ultimi 5 anni ritiene che non ci sia alcun bisogno di vaccinarsi.

 

Quanto ne sappiamo sui vaccini

L’80% degli intervistati (71% in Italia) conferma di sapere che i vaccini sono rigorosamente testati prima di essere autorizzati all’uso e poco più della metà del campione (55%) identifica come falsa l’affermazione che i vaccini sovraccaricano e indeboliscono il sistema immunitario.

Quasi la metà degli italiani, però, pensa che vaccinandosi si vada incontro a effetti collaterali seri frequenti (cosa non vera, dato che gli eventi avversi seri si verificano con cadenza davvero rara).

In questo, tuttavia, siamo in buona compagnia come si evince dalla tabella pubblicata a pagina 32 del rapporto:

 

La schiacciante maggioranza degli intervistati (88%), poi, concorda sul fatto che i vaccini siano importanti sia per difendere se stessi che gli altri da pericolose malattie e che sia importante per tutti sottoporsi a vaccinazioni routinarie (82%).

Infine, ed è una piacevolissima notizia, la maggioranza degli intervistati dichiara di ritenere il medico di base, uno specialista o comunque un farmacista come fonte più affidabile cui fare riferimento in caso di dubbi o preoccupazioni relative a i vaccini.

Solo olandesi e lussemburghesi si affidano con frequenza superiore anche a internet per reperire informazioni mediche.

 

Il Rapporto “L’atteggiamento degli europei nei confronti delle vaccinazioni” [Europeans’ attitudes towards vaccinations – Special Eurobarometer 488], Aprile 2019, in .pdf (scaricabile):

Europeans’ attitudes towards vaccinations - Special Eurobarometer 488 - April 2019

 

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